su questo blog.
Fra le cose si sta come tra suoni di campana in una foresta di notte, dice Paracelso… (E. Zolla).
Ai mani di Giordano Bruno dedico

Eleggo a soggetto di questo blog, con la sovrana indecisione che mi si addice:
Il notevole, l’imprevisto, la cesura fulminante della serie causale o l’implacabile sgranarsi di questa; il balenìo del pensiero, mio o altrui ovvero la pedanteria; la goliardia becera, la venerazione profonda, la vetta e l’imo; l’entusiasmo attento dello spirito che considera la novità, la stanchezza nauseata; le considerazioni le più astruse, gli appunti di viaggio, le note paesaggistiche, i caratteri, l’istrioneria, il disusato neologismo insieme alle novità dell’antico, gli esercizi le glosse, le note, le bibliografie, le illustrazioni, gli erbarj, i bestiarj, la bella scrittura, la filosofia, la teologia, la ret(t)orica, le poesie, i più odiosi calembour; tutto ciò che non trova spazio in quel che vivo, tutti questi argomenti a un tempo, nessuno di questi: così come mi detta dentro. Ne risulterà forse un oracolo manuale, forse uno stitico centone; sicuramente un blog carsico, a dispetto di ogni inapparenza teso al buon compimento.
A chi vorrà sostare e leggere, e tornare e consigliare, a lui va il mio saluto, la mia gratitudine.
A.